Incontro con Hu Jintao

Maggio 2004. Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Hu Jintao e il Presidente dell'Associazione San Marino Cina, Gian Franco Terenzi al Palazzo dell'Assemblea del Popolo a Pechino durante le celebrazioni per il 50° anniversario della fondazione dell'Associazione di Amicizia del Popolo Cinese con l'Estero.

Hú Jǐntāo è un politico cinese. È stato il Quarto Segretario Generale del Partito Comunista Cinese, eletto al termine del XIV Congresso Nazionale, nonché Presidente della Repubblica Popolare Cinese dal 2002 al 2012 e Presidente della Commissione Militare Centrale dello stato e del partito.

Quando ha assunto la direzione del partito, al sedicesimo congresso nazionale del partito comunista della Cina, Hu Jintao è sembrato avere un atteggiamento più egalitario del suo predecessore. Hu ed il suo primo ministro Wen Jiabao hanno puntato a realizzare una società più armoniosa, cercando di diminuire le disuguaglianze e di puntare sul benessere. Hanno scommesso sui settori della popolazione cinese che non hanno partecipato alla riforma economica ed hanno effettuato nelle province con l'obiettivo dichiarato di capire meglio le zone più povere della Cina. Hu e Wen inoltre hanno tentato di far uscire la Cina da una politica di "sviluppo economico a tutti i costi" e favorendo una politica economica più equilibrata tenere conto di fattori quali la diseguaglianza sociale e i danni ambientali, compreso l'uso del "prodotto interno lordo verde"

Una delle maggiori crisi che ha dovuto affrontare Hu durante il suo mandato è legata allo scoppio dell'epidemia di SARS nel 2003. A seguito di forti critiche alla Cina da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per aver inizialmente cercato di nasconderla e per aver risposto poi con debolezza e lentezza alla crisi, Hu e Wen hanno deciso di prendere le misure necessarie per aumentare la sicurezza e il monitoraggio della situazione, segnalando i casi alle organizzazioni internazionali della salute.

Molti osservatori internazionali parlano di Hu come di un politico molto liberale, rispetto ai suoi predecessori. Ha introdotto infatti molte novità nella politica interna, mirando a eliminare (almeno in parte) gli enormi privilegi della classe dirigente cinese. Nonostante alcune aperture, rispetto alla politica estera non sembra ancora molto disponibile a concederne. Ad esempio, con la dichiarazione del 17 maggio ha espresso chiaramente la sua volontà di non rinunciare all'obiettivo di considerare l'unificazione della Cina con Taiwan come uno dei più importanti del suo mandato, a costo di utilizzare anche la forza se Taiwan si dichiarasse indipendente.

Il Plenum del partito nell'ottobre del 2004 rilancia il modello socialista e Hu, assunti pieni poteri, dichiara che: "La democrazia liberista occidentale non è fatta per la Cina" e che: "I fatti hanno provato che il socialismo con caratteristiche cinesi è la strada corretta per condurre il paese verso la prosperità e assicurare il benessere ai cittadini".

Una classifica stilata nel 2010 dalla rivista Forbes lo collocava al 1º posto nella lista degli uomini più potenti al mondo di quell'anno.

 

 

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